Mononucleosi: sintomi e cura

Come curare la mononucleosi

La mononucleosi è una malattia infettiva molto comune tra gli adolescenti e i giovani con età fino ai 25 anni, e viene scatenata dal virus EBV. Viene invece debellata in maniera naturale dal corpo nel giro di 2-3 settimane. Oggi approfondiamo l’argomento.

Tutti noi conosciamo la mononucleosi come “la malattia del bacio”, nonostante questo, l’ appellativo non è del tutto corretto e porta a fraintendimenti. La mononucleosi viene trasmessa si attraverso la saliva, ma il liquido corporeo poteva essere presente nell’aria in seguito a uno starnuto o colpo di tosse di una persona infetta o potrebbe essere trasmesso dalla condivisione di un oggetto (bicchiere, forchetta, rossetto ecc) o dopo un contatto ematico. Quindi non è il bacio l’unico mezzo di trasmissione.

I luoghi dove avviene con maggior facilità il contagio sono quelli dove c’è uno scarso ricambio d’aria e una notevole vicinanza tra gli individui. Locali piccoli, autobus, metropolitane e sale d’attesa sono tra i posti maggiormente a rischio per la trasmissione del EBV (Epste in-Barr Virus), il virus appartenente alla famiglia degli Herpesviridae (Herpes Virus) responsabile della mononucleosi, così come della varicella e del Fuoco di Sant’Antonio.

Sintomi della mononucleosi

mononucleosi

I sintomi della mononucleosi sono tanti e possono manifestarsi sia in maniera molto violenta che in una forma lieve. In rarissimi casi la mononucleosi può essere anche asintomatica.

I sintomi principali della mononucleosi sono:

  • Stato febbrile: è uno dei sintomi più riscontrati in caso di mononucleosi è sicuramente questo, ma può variare d’intensità.
  • Rigonfiamento dei linfonodi. Solitamente si infiammano quelli cervicali, ma non è detto che il virus colpisca solo loro, anche quelli posizionati in altre zone sono a rischio.
  • Tonsille gonfie e gola arrossata che rendono difficile la deglutizione anche della sola saliva.
  • Stanchezza molto forte che impedisce di svolgere le normali attività anche in mancanza dello stato febbrile.
  • Potrebbero presentarsi piccoli puntini rossi sul palato.
  • Rigonfiamento delle palpebre.
  • Diffuso anche il mal di testa.
  • Non sono rari i dolori muscolari specialmente nella zona addominale.

I sintomi della mononucleosi talvolta sono talmente lievi da essere confusi con una semplice influenza, specialmente nei bambini molto piccoli. La maggior parte dei sintomi sparirà in maniera spontanea nel giro di 2-4 settimane.

Prima dell’esordio clinico potrebbe esserci la fase prodromica, in pratica i sintomi iniziano a manifestarsi in maniera abbastanza lieve. Il paziente potrebbe infatti accusare problemi come: leggera cefalea, alcuni gradi in più di temperatura corporea, sudorazione eccessiva e dolori muscolari. Il sistema immunitario a questo punto potrebbe riuscire a battere subito la mononucleosi oppure, potrebbe esserne sopraffatto. Ecco che, in quest’ultimo caso, comparirebbero tutti i sintomi amplificati (già descritti sopra).

Complicanze della mononucleosi

Tra le complicanze più rare della mononucleosi troviamo l’ingrossamento della milza. L’aumento di questo organo ha conseguenze temibili, perché potrebbe arrivare alla rottura. Tuttavia con il giusto riposo e seguendo sempre le prescrizioni mediche, rimane appunto solo un raro evento, ma è bene non sottovalutarlo. Maggiormente a rischio sono gli sportivi ed i bambini, entrambi infatti dovranno evitate tassativamente ogni sforzo fisico e allenamento, rimanendo a riposo.

Sforzi eccessivi anche una volta che il virus è stato debellato, potrebbero causarne la rottura e tale situazione potrebbe rivelarsi fatale.

Tra le altre complicanze della mononucleosi troviamo il coinvolgimento di cuore e polmoni e quello del sistema nervoso centrale.

A livello nervoso la mononucleosi, in rarissimi casi, può far comparire meningite, encefalite, mielite, sindrome di Guillain-Barré, convulsioni e neuropatie.

Qualora invece la mononucleosi compromettesse il sangue, potrebbe essere riscontrata la trombocitopenia, la granulocitopenia e, in rarissimi casi l’epatite fulminante. Possibili problemi infine, anche a livello polmonare, come l’ostruzione delle vie aeree, inflitrati polmonari (soprattutto nei bambini).

Il virus della mononucleosi resta latente anche dopo la guarigione all’interno del tessuto linfoghiandolare, riattivandosi anche diversi mesi dopo, quando il sistema immunitario è debilitato.

La riattivazione non farà ricomparire i sintomi fisici ma solo un senso di stanchezza diffuso che può durare anche diversi mesi. Se alcuni individui non ne risentiranno mai, altri saranno attaccati dalla “sindrome da fatica cronica”. Il soggetto si sentirà così svuotato da ogni energia mentale o fisica. Per evitare che questo accada è mantenere sempre ben attivo il sistema immunitario, seguendo delle buone abitudini di vita e evitando di stressarsi troppo e più del necessario.

Periodo d’incubazione della mononucleosi

La mononucleosi ha un periodo d’incubazione molto breve nel bambino piccolo, ed è di circa 10-15 giorni. L’adolescente o l’adulto invece, potrebbe sfiorare i 30-50 giorni.

È bene ricordare comunque che il virus della mononucleosi potrebbe restare nella sua forma latente anche per diversi mesi. Secondo gli specialisti infatti permane all’interno della saliva fino a nove mesi. Solo raramente potrebbe presentarsi diversi anni dopo dal momento del contagio. Durante tutto questo periodo l’individuo è potenzialmente contagioso.

Come si cura la mononucleosi?

La mononucleosi è una malattia infettiva e come tale tende a scomparire da sola nel giro di 2-4 settimane. Tuttavia è necessario prendere alcune precauzioni oltre che, in alcuni casi, i farmaci per contrastare i fastidiosi sintomi che il virus porta con se.

Una prima diagnosi della mononucleosi viene fornita al medico grazie a tutti i sintomi che ha il proprio paziente. Per avere maggiori conferme del quadro clinico la persona colpita dal virus verrà sottoposta ad alcuni esami del sangue specifici. La situazione solitamente è questa: linfociti e monociti aumentati, presenza di linfociti atipici e diminuzione dei neutrofili.


Qualora vi fosse coinvolto anche il lato epatico, sarebbe presente anche l’aumento di bilirubina e transaminasi.

Una volta accertata la presenza della mononucleosi, sarà il medico a suggerire la miglior cura. La cura varia in base all’età del paziente, l’aggressività con la quale la malattia si è manifestata e i sintomi presenti.


La mononucleosi infatti non richiede farmaci quali antivirali e antibiotici. Il primo consiglio del medico sarà certamente quello di prendersi una lunga “vacanza” tra le mura domestiche e riposarsi senza fare sforzi eccessivi. In base alla sintomatologia il medico somministrerà antipiretici e anti-infiammatori.


Qualora le tonsille e i linfonodi gonfiassero in maniera eccessiva, il medico potrebbe prescrivere solo per pochi giorni i farmaci corticosteroidei.

Una delle complicanze della mononucleosi è l’aumento del volume della milza. Viene infatti consigliato il riposo assoluto e di evitare qualsiasi sforzo anche dopo che il virus è stato debellato. L’aumento della milza potrebbe infatti peggiorare fino ad arrivare ad una rottura della stessa.

Rimedi naturali mononucleosi

In presenza di mononucleosi è necessario attenersi strettamente ai consigli del medico curante. La natura però viene, come sempre, in nostro soccorso. Anche i sintomi della mononucleosi hanno bisogno dei cari e vecchi rimedi della nonna per essere alleviati, purché questi non vadano in alcun modo a interferire o sostituire i medicinali segnati dal medico. Ecco quindi alcuni piccoli trucchetti, che spesso non richiedono altro che aprire la dispensa, rovistarci dentro, e utilizzare gli ingredienti più comuni!

  • Un cucchiaio di miele sotto la lingua o uno dentro il latte caldo aiuta ad alleviare i fastidi tipici della gola infiammata. Ottimo anche per portare sollievo dopo che la tosse ha fatto arrossare ancora di più l’intera zona.
  • Consumare pietanze che abbondano di aglio. Questo infallibile rimedio naturale aiuta la malattia a sparire prima grazie alle sue azioni antibatteriche.
  • Masticare tante radici di liquirizia per aiutare il corpo a sconfiggere l’infezione quanto prima. È ottima contro le infiammazioni in generale. Attenzione a non abusarne durante la gravidanza!
  • Proseguiamo e troviamo la melissa, da assumere sotto forma di tisana. Stimola il sistema immunitario, aiutandolo così sconfiggere la malattia.
  • A livello alimentare è bene evitare il caffè, i cibi fritti e tutte le altre pietanze che infiammano l’organismo. Ricordiamoci infatti che il nostro corpo in questa fase particolare della vita è completamente assorbito dal virus e il suo compito è quello di debellarlo. Anche noi però abbiamo un compito. Non dobbiamo dare al nostro corpo lavoro ulteriore da svolgere. Cerchiamo di mantenere quanto più possibile una vita sana, almeno per questo mese in cui la mononucleosi ci tiene compagnia. Si alle verdure fresche e la frutta. No alle bevande alcoliche, i cibi confezionati. Diciamo che possiamo proseguire con la nostra normale alimentazione, integrando magari la dove siamo consapevoli di avere forti carenze e diminuendo dove ci sono gli eccessi. Da eliminare cibi e bevande spazzatura.

Prevenire è meglio che curare…

I due paragrafi precedenti erano dedicati completamente alle cure per la mononucleosi. Rimanendo su questa pista, parliamo adesso di prevenzione. Se è vero che curarsi è importante, prevenire lo è ancor di più perché evita una serie di spiacevoli situazioni delle quali faremo volentieri a meno. Nonostante la mononucleosi degeneri molto raramente in situazioni davvero spiacevoli, è pur sempre un infezione che dura nel tempo e può lasciare un senso di spossatezza anche per diversi mesi.

Per prevenire la mononucleosi è bene sapere che è una malattia dalla modesta contagiosità. È diffusa in tutto il mondo e circa il 50% degli adolescenti ne ha sofferto. La mononucleosi non crea grandi epidemie ma solo all’interno di luoghi molto affollati dove gli individui restano a contatto tra di loro per diverse ore. Ecco infatti che l’età in cui le persone si ammalano maggiormente è l’infanzia e l’adolescenza, i periodi in cui viene frequentata la scuola.

Secondo alcune statistiche il 90% delle persone adulte è stata colpita dal virus della mononucleosi, ma la maggior parte di loro non ha mai avuto sintomi semplicemente perché il corpo è riuscito a sviluppare gli anticorpi prima che i segni d’infezione trapelassero. Se il sistema immunitario è forte e lavora bene, riuscirà a contenere il problema.

Ma come si previene la mononucleosi? Prima di tutto chiariamo che si, il virus viene trasmesso principalmente tramite saliva, ma anche il sangue è un eccellente conduttore. Quindi attenzione non solo ai baci, ma anche ai rapporti sessuali, le trasfusioni di sangue, ad utilizzare oggetti appartenenti ad altre persone. Nella maggior parte dei casi infatti il soggetto non saprà mai come ha fatto a prendere il virus, soprattutto perché potrebbe attivarsi anche un anno dopo il contagio.

Attenzione quindi: la mononucleosi si previene evitando di utilizzare gli oggetti altrui, come ad esempio bottigliette dell’acqua, cannucce, forchette, rossetti, spray per la gola ecc. Mantenere sempre i luoghi dove si vive abitualmente puliti, la scarsa igiene aiuta il virus a propagarsi. Ovviamente si può cercare di prevenirla, ma non possiamo scongiurare del tutto il pericolo.

Come si riconosce la mononucleosi nei bambini piccoli: tutti i sintomi

La mononucleosi è molto più frequente nei bambini piccoli e gli adolescenti. I sintomi della mononucleosi nei bambini piccoli sono simili a quelli già elencati prima. Vi sarà quindi uno stato febbrile spesso leggero, un rigonfiamento dei linfonodi cervicali, la gola arrossata, le tonsille gonfie, mal di testa e dolori muscolari accompagnati da una debolezza generale.

Tuttavia accade spesso che la mononucleosi non da sintomi evidenti nei bambini piccoli. Potrebbe infatti decorrere in maniera quasi asintomatica, confondendosi con una comune influenza.

Quando il bambino colpito da mononucleosi è più grande, i sintomi saranno invece molto più evidenti e il quadro clinico diventa più definito.

La mononucleosi in gravidanza

La donna in dolce attesa si preoccupa, giustamente, anche davanti alla semplice possibilità di prendere una delle malattie infettive meno pericolose in assoluto, la mononucleosi. Come abbiamo già visto le complicanze sono davvero rare e con qualche settimana di riposo le cose andranno bene. Tuttavia è bene, davanti ai sintomi della mononucleosi, rivolgersi immediatamente al ginecologo per precauzione.

La mononucleosi infatti non desta particolare preoccupazione neanche durante la gravidanza e raramente potrebbe esserci bisogno di seguire una terapia. La miglior cura in assoluto è, ancora una volta, il riposo. Sarà il sistema immunitario a debellare il virus.

Perché allora è necessario rivolgersi al ginecologo? Perché esiste una forma congenita di questa malattia che conta anche della presenza del Citomegalovirus, molto pericoloso in gravidanza perché può nuocere seriamente alla salute del bambino.

Il citomegalovirus infatti può rimanere latente nell’organismo per diverso tempo, riattivandosi in seguito a situazioni particolari diventando così una patologia acuta trasmissibile al bambino.

Le conseguenze per il piccolo potrebbero essere gravi. Si elenca infatti la possibilità di una sordità progressiva, problemi alla vista o al sistema nervoso.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>